Amore o ragione?
Il sentimento che mette alla prova la nostra identità

A cura della dottoressa Maria Erika Di Viesti
Psicologa clinica e della salute
Formata in Psicodiagnostica clinica e forense e Neuropsicologia clinica e riabilitativa
Il cuore ha le sue ragioni,
che la ragione non conosce.
Blaise Pascal
L’eterno conflitto tra cuore e mente: un tema che ha ispirato artisti, scrittori e filosofi per secoli! L’amore e la ragione, due forze opposte che guidano l’umanità da sempre.
Da un lato, l’amore ci spinge a seguire il nostro cuore, a vivere emozioni intense e a costruire relazioni profonde. Dall’altro, la ragione ci invita a riflettere, a valutare le conseguenze delle nostre azioni e a prendere decisioni razionali.
Il cuore è la sede delle emozioni, dell’istinto e della passione. È la parte “irrazionale”, quella che sente ma non pondera. La mente invece è l’altro lato imprescindibile della medaglia, il metro che misura, valuta rischi e benefici, trae conclusioni su fattori realistici e pratici. Spesso si crede che l’amore non possa coesistere con la ragione, ed invece no: è una interazione necessaria.

E perché questa necessità?
Ma soprattutto, è possibile trovare questo fantomatico equilibrio tra queste due forze?
L’amore può essere un vero e proprio terremoto emotivo, può slacciare i nostri credo più profondi e mettere in discussione tutto ciò che pensavamo chiaro e sicuro. Può essere una grande opportunità di crescita personale, ma anche un momento di sfide e grandi trasformazioni. Il cuore e la mente spesso si trovano in disaccordo. Il cuore vuole seguire la passione, la mente vuole valutare le conseguenze. Questo conflitto può portare a decisioni difficili, a scelte che mettono alla prova la nostra identità e la nostra felicità.
E proprio le scelte che mettono alla prova la nostra identità sono spesso le più difficili da prendere. Quando siamo di fronte a una scelta che coinvolge la nostra identità, ci ritroviamo a dover rispondere a domande come ad esempio “chi sono?”, “cosa voglio veramente?”, “quali sono i miei valori?”.
Quando ci innamoriamo, ci esponiamo a un’altra persona mostrando le nostre parti più vulnerabili. Questo può mettere alla prova la nostra identità in molti modi, perché questo sentimento ci costringe a confrontarci con i nostri desideri più profondi e le nostre emozioni, ci fa scoprire aspetti di noi che non conoscevamo, e ci porta a rieditare le nostre priorità e valori, facendoci capire anche cosa siamo disposti a “sacrificare” per l’altra persona, per quel sentimento. Quindi questo contrasto non solo ha ispirato i migliori romanzi, ma è un tema molto importante in Psicologia, proprio perché indaga quelle importanti dinamiche che ci portano a definire chi siamo e come ci posizioniamo nel mondo e nelle relazioni. Vi pongo esempi molto pratici per comprenderci: quanti ad esempio in una relazione si sono scoperti più pazienti e comprensivi di quanto fossero stati fino a quel momento, quanti hanno accettato un tradimento senza crederlo possibile, o quanti hanno rinunciato a sogni e ambizioni per dedicarsi all’altro?
L’amore è un vero e proprio test identitario attraverso il quale riscopriamo il nostro sé e quelle dinamiche che credevamo non appartenerci, cosa siamo disposti a mettere in gioco per compiacere l’altro e perché, e quanto siamo disposti ad utilizzare il cambiamento come crescita personale. Cuore e ragione, seppur diversi, non devono essere in sfida tra loro ma anzi, in un qualche modo collaborare appunto per una definizione costruttiva della propria identità. Il processo di identità passa, naviga, attraverso la costruzione di relazioni alla ricerca di quel dialogo tra il mondo emotivo (cuore) e quello razionale (mente). E attraverso questo dialogo bisogna costruire una identità che non debba perdere nessun pezzo di sé per strada, ma anzi potenziarlo.
Ma tutto questo lavoro sulla propria identità attenzione non deve essere sacrificio! E qualora fosse un sacrificio, allora non è amore. Non è amore sacrificare la propria identità. Quello è bisogno. Bisogno di compiacere mancanze irrisolte. Sacrificare il proprio sé per colmare dei vuoti. E qui prende forma il veritiero concetto di Amore, la perfetta combo tra cuore e mente: amare è essere consapevole che non devo annullarmi per l’altro in preda ad un vortice emotivo intriso di vulnerabilità, ma che devo lavorare per uno scambio sano. Solo questo mi darà la possibilità di vivere lucidamente quello che provo senza però logorarmi. Dare all’altro ma ricevendo anche, scambiandosi ognuno parti di sé , non per compensare bisogni, ma per costruire.
Moltissimi credono che dando a te devo togliere a me: ma non è questo lo scambio sano. Scambio implica una interazione, una crescita, rispetto e reciprocità, non è un monologo emotivo, non è un “sacrificio”. E se devo sacrificarmi, non è amore.
E se non è amore allora vuol dire che devo imparare a far comunicare meglio la parte emotiva di me e quella razionale.
Conosci te stesso, dai importanza alla comunicazione, non perdere l’identità e sii aperto al cambiamento. Solo cosi non soccomberemo a questo dolce veleno.

