Il linguaggio del corpo: quando i bambini parlano giocando

A cura della dottoressa Valentina Turco
Psicologa e Psicomotricista Funzionale
Nel lavoro con i bambini capita spesso di osservare una cosa molto semplice ma profondamente vera: i bambini parlano con il corpo prima ancora che con le parole. Un salto sul divano, una corsa improvvisa, un abbraccio stretto o un nascondersi dietro la mamma non sono solo movimenti casuali, sono messaggi. Il corpo del bambino racconta emozioni, bisogni e stati d’animo che spesso non riesce ancora a esprimere verbalmente.
Per questo il gioco corporeo è uno degli strumenti più potenti di crescita. Quando un bambino rotola sul tappeto, costruisce una torre e la distrugge, corre, salta o si arrampica, non sta semplicemente “scaricando energie”. Sta conoscendo il proprio corpo, sperimentando i limiti, costruendo sicurezza e imparando a gestire le emozioni.
Molti genitori mi chiedono: “Quale gioco posso proporre al mio bambino?”
La risposta è sorprendentemente semplice: il gioco libero e condiviso.
Non servono giochi costosi o attività organizzate continuamente. A volte basta fare una lotta morbida sul tappeto, costruire un percorso con i cuscini, rotolare insieme sul letto o inseguirsi, ridendo.
In quei momenti accade qualcosa di molto importante: il bambino sente che l’adulto è con lui, nel suo mondo. Ed è proprio dentro queste piccole esperienze corporee che nasce una cosa fondamentale per la crescita: la fiducia. Fiducia nel proprio corpo, negli altri e nella relazione.
Ricordo sempre ai genitori che mi seguono che crescere non significa solo imparare a leggere o a scrivere. Significa anche imparare a sentirsi bene nel proprio corpo e nelle proprie emozioni. E spesso tutto questo inizia da qualcosa di molto semplice: un gioco fatto insieme.

