Tra proverbi e… psicologia – Seconda carrellata

A cura del dottor Mauro Mangiacotti
Psicologo e Psicoterapeuta
Dando seguito al mio precedente articolo basato su un corso formativo che mette in luce l’assoluta attualità di “vecchie” definizioni utilizzate per descrivere l’essere umano e i suoi consueti comportamenti, vi presento altri dieci proverbi che nella loro semplicità ci lasciano profondi spunti di approfondimento per conoscere meglio noi stessi e gli altri.
A dimostrazione dell’universalità di alcuni concetti, sia che si tratti di persone , di animali o di cose, Il filo conduttore di questi detti è la reciprocità.
Fai come sei fatta
e non sarai chiamata nè sciocca e nè matta
Fa’ caume si’ ffatta e nen zi’ chiamata nè maupa e nnè matta.
I guai della pentola li conosce il mestolo
Li uaje d’lla pignata li sape la cucchjara.
Quando sei martello, batti;
quando sei incudine, piega
Quanne si’ martedde, vatte; quanne si’ ”ncutena, chjeca.
La botte ti dà il vino che ha.
La vautta te dà lu vine che ttane.
Tu non mi chiedi e io non ti do.
Tu nen me cirche e jj’ nen te denghe.
La pagnotta, come te la do, me la devi dare.
La sckanata, caume te la denghe, me l’ada da’.
Se vuoi, devi anche dare.
Se ttu vu’, ada pure da’.
Frutta il cielo e frutta la terra.
Frutta lu ciele e ffrutta la tarra.
Due topi in un buco non ci possono stare.
Dduje surece inte nu cavute nn ce ponne sta.
Chi servito non ha, comandare non sa.
Chija servute nenn ha, cumannà nen za.
Buona estate.

