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Il progetto che valuta il rischio alluvionale per migliorare la sicurezza idraulica del territorio

Mentre il paese paga per gli errori di una politica che, per troppi anni, ha sottovalutato il rischio a cui si metteva l’intera comunità autorizzando l’edificazione selvaggia in barba al rispetto della natura e del territorio…

…mentre la stessa politica ha montato e monterà intere campagne elettorali sulla realizzazione della “fogna bianca” che dovrebbe essere la soluzione a tutti i mali, ma purtroppo non si sa quando sarà conclusa…

…mentre il primo cittadino ci invita a tacere sull’argomento per non fomentare i cittadini, come se l’esasperazione di chi vive sulla propria pelle i disagi di un allagamento o la non praticabilità di arterie importanti per il traffico cittadino o le difficoltà degli studenti che nonostante l’acqua alta devono recarsi a scuola, avesse bisogno dei nostri articoli per aprire gli occhi e accorgersi della situazione…

…mentre noi continuiamo imperterriti a documentare la lunga serie di allagamenti, di cui per ovvie ragioni non si parla sul sito istituzionale, dove invece il nostro paese appare come un’isola felice.
Ed effettivamente nei giorni scorsi eravamo un’isola…ma infelice.

Ebbene, dopo tutto ciò, all’indomani del nostro articolo sul primo allagamento (e sicuramente non l’unico) del 2018, siamo stati contattati da una ricercatrice del Politecnico di Torino per collaborare con l’invio di materiale e informazioni al progetto Floodbook e sensibilizzare la cittadinanza a fare lo stesso.

La partecipazione è aperta a chiunque voglia fornire il proprio contributo, sia dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda la raccolta dati, sia dal punto di vista sociale-educativo, promuovendo l’utilizzo di Floodbook per mezzo di progetti ed iniziative.

Floodbook è un progetto del Gruppo Alluvioni (Università e Centri di ricerca italiani, ed in particolare da coloro che si occupano di rischio alluvionale) che nasce per mappare le aree vulnerate da alluvione nella nostra penisola. Lo scopo è migliorare la conoscenza sui fenomeni alluvionali chiedendo ai cittadini che li hanno vissuti di condividere la loro esperienza, relativa ad eventi recenti o del passato.

La piattaforma Floodbook permette ai ricercatori impegnati nel progetto di toccare con mano l’impatto delle criticità idrauliche sul territorio italiano a partire dalle testimonianze di chi le ha vissute. Gli utenti possono caricare foto, filmati o contenuti testuali relativi ad eventi alluvionali o meteoidrologici estremi. Le immagini vengono georiferite per costituire un database delle aree vulnerate. Floodbook si pone come il successore nell’era digitale del progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane) del CNR, che ha recensito le località storicamente colpite da alluvione, proponendo un nuovo approccio alla prevenzione dei rischi di origine naturale che passa attraverso la presa di coscienza dei singoli cittadini.

Partecipare all’iniziativa è semplice e non richiede conoscenze specifiche, l’invio di foto e video con localizzazione, può essere effettuato:

  • sul sito Floodbook – compilando il form
  • su Facebook – inviando il contributo alla pagina «Floodbook»
  • su Twitter - pubblicando una foto con l’hashtag «floodbook»

Le segnalazioni serviranno per valutare l’esposizione al rischio alluvionale, e per migliorare quindi la sicurezza idraulica del territorio. La valutazione dell’esposizione al rischio si riflette infatti nella pianificazione territoriale, nella redazione dei piani di emergenza comunali e nella predisposizione di interventi di messa in sicurezza per mitigare gli effetti delle piene e proteggere il territorio.


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1 Commento

  1. Colacicco scrive:

    Potrebbe sembrare un gioco di parole ma non lo è. È vero che scende l’acqua, ma noi stiamo giocando con il fuoco. Se non si prenderanno a breve termine seri provvedimenti, ci bruceremo e le scottature fanno male. Seguendo i telegiornali vediamo un po in tutta Italia la gente che piange per i danni materiali subiti, per non parlare poi di eventuali danni fisici.
    Noi stiamo parlando ancora di progetti e non abbiamo capito che bisogna agire con immediatezza assoluta e primaria. Ognuno secondo le proprie competenze e responsabilità.
    Gaetano Colacicco

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