Il racconto di un intero quartiere costretto a convivere con alcool, musica ed urla notturne
Gruppi di diverse decine di ragazzi, urla, fischi, fiumi di alcool e musica a cielo aperto! Non parliamo della réclame di una discoteca o di una festa musicale estiva in spiaggia, o ancora della movida da locali notturni. Più semplicemente, di quanto avviene nelle serate cittadine in una zona residenziale nemmeno troppo distante dal centro.
Siamo nei pressi di una delle tante villette cittadine, precisamente quella che si trova vicino all’Istituto Alberghiero. La villetta, da anni punto di ritrovo per gruppetti di giovani con bottiglie di alcool acquistate nelle attività commerciali della zona e intenti a passare la serata in allegria, è descritta dai racconti dei residenti come in preda al caos più assoluto durante le serate estive, ma più in generale anche nei weekend invernali.
Nel corso degli anni, grazie (si fa per dire) alla quasi totale assenza di qualsiasi forma di controllo, si è passati da pochi ragazzi a diverse decine. Dalla sporadicità del sabato si è arrivati alla quotidianità estiva. Dal chiassoso ma sopportabile vociare di piccoli gruppi si è giunti al caos di oggi, fatto – come detto – di tanto alcool, urla e fischi fino a tarda ora, e addirittura di musica ad alto volume proveniente da impianti audio di auto parcheggiate o, peggio, da vere e proprie casse di amplificazione da diversi watt, che trasformano la villetta in una sorta di discoteca a cielo aperto.
Colpisce ancora di più la presenza di minorenni, anch’essi con bottiglie di birra ed altri alcolici.
I residenti denunciano la fatica nel dormire nelle ore notturne fino alle prime ore del mattino, e il risveglio tra buste di immondizia, fatte per lo più da bicchieri di plastica e bottiglie vuote, abbandonate sul posto. Affermano di aver segnalato la cosa agli assessori di competenza, sia della vecchia che dell’attuale Amministrazione, i quali – invece di mettere in campo azioni a tutela della collettività – hanno semplicemente predisposto un servizio ad hoc di pulizia del giorno dopo, tra l’altro grossolana, dei cocci di bottiglia e delle sole buste di immondizia.
Denunciano, inoltre, la totale assenza di qualsiasi azione di controllo o di semplice intervento limitativo da parte delle forze di pubblica sicurezza, nemmeno a tarda notte.
Nel video da noi girato, e nei frame raccolti dai residenti, vi è la puntuale conferma di quanto avviene a tarda notte. Mentre, nelle foto scattate il mattino seguente, emerge la desolante distesa di bottiglie ed immondizia, a testimoniare il degrado in cui versa la villetta.
Un altro tassello di un mosaico che racconta una città difficile da vivere: da un lato vi sono i cittadini, privati del diritto al riposo e al rispetto, e dall’altro, un territorio che non offre ai giovani veri luoghi di aggregazione, costringendoli così a inventarseli.
Entrambi, purtroppo, vittime dell’incuria e delle carenze delle autorità pubbliche.
Una città (se di città si vuole parlare) abbandonata a se stessa, che restituisce l’idea, ma anche la constatazione reale, di non essere amministrata – e non solo da oggi – nelle esigenze di base della comunità.
La preoccupazione sembra essere quella di inseguire futili passerelle social e mediatiche, che raccontano un bello e un buono che si fa fatica a riscontrare. La realtà, a quanto pare, è leggibile da tutti, tranne da chi ci amministra.












