La domanda è inevitabile: li attenderanno come figliol prodighi?
A qualche settimana dall’ingresso in maggioranza di Mimmo Longo e Mimmo Gemma, Forza Italia e Noi Moderati non hanno aggiunto nulla alla presa di distanze dalla nuova maggioranza Barbano e dai rispettivi consiglieri che vi hanno aderito: nessuna espulsione, quindi, hanno solo preso atto di auto-sospensioni. Né nei comunicati ufficiali né nelle dichiarazioni dei coordinatori provinciali appare mai, neppure per errore, la parola “espulsione”.
E allora la domanda, tanto semplice quanto scomoda, è questa: che significa?
Se i comportamenti dei consiglieri Gemma e Longo sono ritenuti gravi, incoerenti, contrari alla linea politica del partito… perché non si procede con un atto politico vero, netto, definitivo? Perché lasciarli in un comodo limbo? Forse in attesa di tempi migliori?
A pensar male si fa peccato, ma viene il sospetto che questa sospensione sia una formula tattica, utile a disinnescare il caso mediatico ora, e allo stesso tempo tenere aperta la porta per un reintegro futuro — magari quando servirà “ricostruire il centrodestra”, come da tempo predica lo stesso Longo. Un ritorno da figliol prodighi, pronti a rientrare nel recinto quando le acque si saranno calmate.
Ma quale credibilità – se così fosse – potrebbe mai avere un centrodestra che prima sconfessa e poi riaccoglie chi ha sostenuto un sindaco espressione del M5S? Sarebbe un insulto all’intelligenza degli elettori, un’ulteriore dimostrazione che la coerenza politica è merce rara, e che la logica delle convenienze resta l’unica bussola per certi ambienti.
Se i partiti vogliono davvero dimostrare serietà, non
bastano i comunicati di facciata. Serve un atto politico chiaro: o dentro o
fuori.
Altrimenti, non è altro che strategia d’attesa, in attesa del prossimo
calcolo utile.

