Il regista Luciano Toriello presenta la pellicola che ricostruisce la drammatica vicenda di cronaca nera pugliese
Il film documentario “Migliori Amiche – Il caso Nadia Roccia” — diretto dal regista lucerino Luciano Toriello e prodotto da Hgv Italia in collaborazione con Seminal Film, con la produzione creativa di Alessandro Piva — sarà al centro dell’evento speciale promosso dall’associazione Provo.Cult.
L’appuntamento è per venerdì 11 settembre presso il Cinema Palladino di San Giovanni Rotondo, con una doppia proiezione alle ore 18:30 e alle ore 20:30.
La pellicola restituisce al pubblico in maniera accurata e onesta uno dei casi di cronaca nera che, sul finire degli anni ’90, ha sconvolto l’opinione pubblica italiana, oltre che il piccolissimo comune di Castelluccio dei Sauri nel foggiano: l’omicidio della giovanissima Nadia Roccia, avvenuto per mano di quelle che considerava sue migliori amiche, Mariena Sica e Annamaria Botticelli, entrambe reo confesse.
Il caso ebbe una risonanza mediatica altissima, basti pensare che la lettura della sentenza in primo grado fu fatta coincidere con l’edizione delle 20.00 del tg1, dettaglio che per l’avvocato Pellegrini ebbe addirittura un peso sulla formulazione della sentenza stessa.
Una vicenda oscura e dolorosa, dove il movente, a distanza di quasi trent’anni, resta ancora avvolto nel mistero. Luciano Toriello intreccia immagini dell’epoca, servizi giornalistici e testimonianze attuali di coloro che vissero in prima persona la vicenda e che ancora oggi non hanno saputo rispondere a quell’unica domanda: Perché?
Il documentario nasce dal ritrovamento nell’Archivio MAD – Memorie Audiovisive della Daunia, delle riprese integrali dell’incidente probatorio del 1998, ore di filmati in cui le due giovani, Sica e Botticelli, ricostruiscono la dinamica dell’assassinio e crea un ponte tra passato e presente che non pretende di fornire verità assoluta sul caso, né sul movente, ma che pone al centro della faccenda la memoria di Nadia. Raccontare Nadia per non dimenticarla.
Non ho cercato di formulare una nuova verità né di riaprire simbolicamente un processo” afferma il regista “Mi interessava piuttosto mettere in tensione racconti, documenti e memoria, lasciando emergere le zone che resistono a una spiegazione definitiva.
Luciano Toriello
Al termine della seconda proiezione, seguirà un’intervista esclusiva al regista Luciano Toriello curata da Renata Grifa, che offrirà un’occasione preziosa per dialogare e approfondire i temi del documentario direttamente con l’autore. La serata si concluderà infine presso la sede di Provo.Cult con un momento conviviale accompagnato dal dj set di Beppe Santoro.

Era il 14 marzo 1998, a Castelluccio dei Sauri, tre ragazze diciannovenni – Anna Maria, Mariena e Nadia – si incontrano per preparare l’esame di maturità. Quello stesso pomeriggio, Nadia viene brutalmente strangolata. Messe sotto torchio dagli inquirenti, le sue due migliori amiche si confessano colpevoli già durante il primo interrogatorio.
Tra piste sataniste ed esoteriche, messinscene di finti suicidi, tentati avvelenamenti e lettere estorte, un viaggio negli Stati Uniti sfumato e l’ambiguità dei rapporti tra la vittima e le sue carnefici, gli inquirenti scavano nel torbido alla ricerca del seme di tanto male. Intanto, al centro di una morbosa attenzione mediatica, un’intera comunità piomba nello sgomento, mentre i destini di tre rispettabili famiglie vengono sconvolti per sempre. Il documentario scava nel torbido di un legame spezzato, esplorando l’ambiguità psicologica di un delitto efferato consumato nella monotona quotidianità della provincia pugliese.
Migliori amiche – Il caso Nadia Roccia, il docufilm true crime diretto da Luciano Toriello, ricostruisce quanto accaduto basandosi su documenti video unici e irripetibili, ripercorrendo l’iter processuale che ha visto ribaltarsi una condanna iniziale all’ergastolo in un definitivo patteggiamento a 21 anni.
Apulia Film Commission

Luciano Toriello è regista specializzato principalmente in documentari, con un particolare interesse per le tematiche umanitarie e per i cambiamenti sociali e culturali.
I suoi lavori sono stati presentati in festival, rassegne internazionali e sedi istituzionali e sono disponibili su diverse piattaforme on demand.
La sua filmografia si concentra su narrazioni profonde e significative: tra queste segnaliamo Il sangue mai lavato, documentario sulla vita di Francesco Marcone assassinato per mano della mafia nel 1995; Senza paura; La luce dentro, vincitore del Social Film Fund dedicato alle esigenze educative e affettive dei minori figli di detenuti, presentato in anteprima presso la Camera dei Deputati; e Matria, documentario sulla comunità francoprovenzale di Puglia.
Attualmente Luciano Toriello è direttore dell’Archivio MAD – Memorie Audiovisive della Daunia e direttore artistico di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini.


