L’appello di Allenza Verdi Sinistra: “Basta opere inutili e dannose”
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di AVS San Giovanni Rotondo riguardante le opere di difesa idraulica sul territorio comunale

AVS San Giovanni Rotondo raccoglie e rilancia l’allarme di Legambiente “Lo Sperone”: basta opere inutili e dannose. Le risorse siano destinate al completamento degli interventi di mitigazione del rischio idraulico in città.Le osservazioni presentate dall’associazione ambientalista hanno riportato al centro del dibattito pubblico una questione decisiva: mentre migliaia di cittadini attendono da anni il completamento delle opere di difesa idraulica necessarie all’agibilità dei comparti, si continua a investire su interventi in montagna costosi, invasivi e di dubbia utilità. Per AVS, quelle criticità impongono una scelta politica chiara: fermare l’iter dei canali di gronda e destinare le risorse al completamento delle opere urbane di mitigazione del rischio idraulico.Il cosiddetto canale di gronda ovest su Monte Castellana ha un costo previsto di circa 7 milioni di euro. A questo si aggiunge la previsione della gronda est verso Monte Calvo, con uno stanziamento di circa 16 milioni di euro. Si rischia così di impegnare oltre 23 milioni di euro in opere impattanti, mentre restano incompleti gli interventi davvero necessari in città.
Opere incompiute in città, cantieri aperti da anni
l nodo principale resta quello dell’area tra via Giuva, via Foggia e Corso Roma, insieme a Valle Portamisuso, indicata nel quadro del vincolo idrogeologico già dal PAI 2004.La trincea, la galleria idraulica, i collettori est e ovest e la fogna bianca sono opere avviate con investimenti già superiori ai 10 milioni di euro, ma mai completate.Il risultato è evidente: circa 2.000 famiglie vivono da anni in comparti residenziali segnati da cantieri aperti, strade non asfaltate, allagamenti ordinari e sottoservizi della fogna bianca non allacciati.È questa la vera emergenza da affrontare. Prima di aprire nuovi cantieri in montagna, occorre completare le opere già iniziate e restituire sicurezza, agibilità e dignità ai quartieri interessati.
Perchè i canali di gronda sono un errore
Come evidenziato da Legambiente “Lo Sperone”, il canale di gronda ovest attraverserebbe il Monte Castellana, interessando una foresta matura nata dalla riforestazione voluta da Padre Pio oltre 70 anni fa. Il progetto prevede uno scavo a cielo aperto e una strada di servizio adiacente al canale, per una larghezza complessiva di circa 7-10 metri. Si tratterebbe di un intervento ad alto impatto ambientale e paesaggistico, capace di artificializzare un’area naturale consolidata.Non è solo una questione di paesaggio. L’area interessata è caratterizzata dalla presenza di antiche cave di estrazione della granella di calcare, grotte e cavità sotterranee. Questo rende ancora più necessario un approfondimento serio sullo stato reale dei luoghi, prima di procedere con un’opera così invasiva. Lo stesso Commissario di Governo, in una nota del 2023, ha riconosciuto che, considerata la dimensione ridotta dei bacini di calcolo, “risulta improbabile un rilevante apporto di portata liquida”. Se le portate sono modeste, perché realizzare un’opera così costosa e impattante?Ancora più preoccupante è la previsione della gronda est verso Monte Calvo: un intervento da circa 16 milioni di euro, con opere di captazione, sbarramenti, tratti tombati e un tratto iniziale in galleria. Un progetto mastodontico che rischia di aprire cantieri lunghi e complessi, sottraendo risorse alle priorità reali della città.
La proposta: completare le opere urbane e investire in interventi diffusi
AVS chiede che le risorse destinate alle gronde vengano riorientate verso il completamento delle opere di mitigazione idraulica in area urbana, a partire dal nodo via Foggia – Corso Roma.Bisogna completare la galleria idraulica, le vasche di prima pioggia, i collettori e la fogna bianca, così da sbloccare finalmente i comparti residenziali e garantire sicurezza, strade asfaltate e servizi a migliaia di famiglie.In alternativa ai canali di gronda, occorre puntare su interventi diffusi di sistemazione idraulico-forestale nei valloni Faina, Valle Bella, Canale la Coppa, Portamisuso e Canale la Bianca, sul modello di quanto già realizzato con successo in Valle Scura.Questi interventi permettono di rallentare il deflusso delle acque, ridurre l’erosione, contenere il trasporto solido e rispettare la morfologia naturale del territorio, senza deturpare la montagna.Particolare attenzione va posta al Vallone di Portamisuso, dove storicamente si sono verificati gli eventi più rilevanti di trasporto detritico. Qui andrebbero recuperate soluzioni di ingegneria naturalistica, come muretti a secco e pianori capaci di funzionare da vasche di laminazione delle piene.La sicurezza idraulica non si costruisce solo con grandi canali, ma anche con una rete di interventi diffusi: manutenzione dei valloni, suoli più permeabili, verde urbano, raccolta e infiltrazione delle acque piovane. È il principio della città spugna: trattenere e rallentare l’acqua dove cade, riducendo il carico sui collettori e migliorando la qualità urbana.
La richiesta alla Regione e al Commissario
AVS riconosce il valore dell’allarme lanciato da Legambiente “Lo Sperone” e lo trasforma in una richiesta politica chiara alle istituzioni: fermare i canali di gronda, completare le opere in città, proteggere davvero il territorio.Chiediamo alla Regione Puglia e al Commissario per le opere di difesa idraulica di sospendere immediatamente l’iter dei canali di gronda su Monte Castellana e Monte Calvo e di destinare le risorse al completamento degli interventi urbani incompiuti. Non possiamo permetterci altri sprechi di denaro pubblico in opere inutili e dannose, mentre i cittadini attendono da anni risposte concrete. L’Alleanza Verdi e Sinistra di San Giovanni Rotondo continuerà a vigilare e chiede alle forze presenti in Consiglio comunale di aprire una riflessione seria sulle opere incompiute e sui progetti futuri.San Giovanni Rotondo ha bisogno di sicurezza, buon senso e tutela del territorio.

